• “Renditi conto che tutte le cose di cui hai paura e che ti spaventano, non sono buone o cattive di per sé, ma lo diventano nel momento in cui son percepite dalla tua mente”




L’ottica di uno dei piu’ significativi approcci del nuovo cognitivismo clinico

“FUNZIONAMENTO MOTIVAZIONALE E PROFONDITA’ CAUSALE”

Per il modello causale il problema psicologico è dettato dalla struttura motivazionale della persona e deriva dal contenuto dell’interesse prioritario. Infatti, possono esserci degli interessi inadeguati, i quali, valorizzati dall’individuo generano una struttura cognitiva difettosa e per tale motivo disagevole. In questo modo, com’è intuibile, non avremo uno schema cognitivo erroneo, in quanto risulta coerente con la motivazione di fondo. Ma se l’interesse perseguito dalla persona è inadeguato, creerà ovviamente una struttura cognitiva mal funzionante, che a sua volta produrrà risposte disfunzionali. Può anche darsi che l’interesse sia valido, adeguato, ma che risulti troppo rigido ed assoluto. Ancora, può succedere che un interesse prioritario abbia strutturato dei criteri normativi ed operativi inadeguati, e quindi azioni di risposta non idonee alla tutela dell’interesse stesso. Il processo terapeutico, consiste nella possibilità di ristrutturare la “Struttura motivazionale multilivello”, lavorando non solo sugli interessi inadeguati, a volte eccessivamente rigidi e distorti nel loro significato, ma anche su quelle convinzioni personali (criteri normativi) e azioni individuali (criteri operativi) che nel funzionamento motivazionale della personalità, hanno l’onere di perseguire e preservare a denti stretti quello stesso interesse. Bisogna a tal punto sottolineare, che l’identificazione e la successiva ristrutturazione della struttura motivazionale multilivello, si avvale anche di tecniche comportamentali e cognitive, al fine di creare un nuovo assetto intenzionale sicuramente più adattivo, armonico e meno stressante (equilibrio psicologico).

*LA STRUTTURA MOTIVAZIONALE MULTILIVELLO

Sappiamo che l’individuo ha molti interessi, ma che alcuni di essi acquistano un valore prioritario rispetto ad altri. Tali interessi definiti non a caso “Prioritari” costituiscono l’origine delle azioni umane, e se ragionando in termini causali ci chiedessimo perché esistono delle spinte motivazionali, vedremo che anche alcuni di questi interessi sono giustificati da un altro interesse più a monte. Questo significa che un interesse prioritario può essere causa funzionale di un altro interesse ad un diverso livello, come anelli di una catena con diversi livelli di stratificazione. Secondo quanto affermato, possiamo definire la “Struttura Motivazionale Multilivello” come l’insieme organizzato (struttura) dei bisogni e degli interessi prioritari (motivazionale) che si sono stratificati nel corso del tempo, seguendo principi causali (multilivello). Tale struttura, nel corso del tempo, si cristallizza, divenendo un vero e proprio “automatismo funzionale”, di cui la persona è scarsamente consapevole. Per tale motivo, è considerata “l’ombra” della maggior parte delle azioni dell’uomo.

LA PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE “L’AZIONE SUL SINTOMO”

Per un intervento a breve termine, pratico ed efficace ma soprattutto… SCIENTIFICO!  

La psicologia cognitivo-comportamentale può essere considerata un ampliamento e di fatto un’articolazione della psicologia comportamentale. Il suo oggetto di studio sono i processi mentali che comportano elaborazioni, trasformazioni, riduzioni dello stimolo sensoriale; quest’ultimo può riguardare non solo gli stimoli sensoriali veri e propri ma anche le immaginazioni e le allucinazioni. Secondo questo orientamento l’uomo, come lo scienziato, apprende durante lo sviluppo le teorie su sé e sul mondo, con cui sarà poi portato ad interpretare le esperienze quotidiane. Tali teorie che sono costituite da regole generali, assunti morali, sistemi di convinzioni, aspettative circa il futuro, schemi mnemonici, immaginativi ecc., indirizzano i comportamenti degli individui e i processi percettivi, regolando il tono dell’umore. Gli autori cognitivisti, non sono interessati a capire come si struttura la conoscenza nel corso dello sviluppo, ma si limitano ad evidenziare sistemi di convinzioni “scorretti”, dovuti ad un apprendimento che Beck definisce “difettoso” e che per questo genera sofferenza e scompenso emotivo. Un esempio di convinzioni definite da Ellis “irrazionali”, sono quelle che comportano fondamentali doveri assolutistici come : “devo fare sempre le cose bene altrimenti non verrò approvato dalle persone importanti”; “gli altri mi devono trattare con considerazione e giustizia altrimenti sono carogne!”; “Le condizioni devono essere come dico io altrimenti non sopporto di vivere in questo mondo orribile”. La prima delle tre precedenti convinzioni, dice Ellis, porta a stati d’animo di depressione, ansia ed indegnità; la seconda ad ostilità e forte aggressività; la terza predispone invece ad una scarsa tolleranza alle frustrazioni e ad autocommiserazione. Secondo la teoria cognitivo-comportamentale, il disagio deriva  da un’ emozionalità negativa che non è altro che una conseguenza di ragionamenti e modi di pensare irrazionali. Quindi la terapia, in tal caso, consiste nell’individuazione delle modalità di pensiero irrazionali (distorsioni cognitive) da sostituire con forme di pensiero più realistiche ed adattive. Il terapeuta, dovrà proporre ai pazienti un progetto psicoterapeutico mirato, che va sotto il nome di “Ristrutturazione Cognitiva”, con lo scopo di promuovere modalità di pensiero e di comportamento socialmente idonee. A questo punto, appare chiaro, come la strutturazione cognitiva che si rintraccia in una persona, sia solo un aspetto superficiale della sua personalità; personalità che si forma, invece, in un arco temporale longitudinale, e cioè a partire dalla nascita fino alla prima età adulta. Il cognitivismo tradizionale di Beck ed Ellis, non si è rivolto allo studio di una teoria sull’organizzazione della personalità, la sua importanza è stata quella di enfatizzare il ruolo dei sistemi di rappresentazione immaginativi e verbali, come: gli schemi di pensiero, le convinzioni personali, le aspettative, le teorie esplicite su sé e sul mondo ed il loro rapporto con le emozioni e il comportamento.




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Ultima modifica: 15/10/2014